Nostalgia di bellezza
L’arte a Benevento come mai è stata vista prima. “Nostalgia di bellezza. Immagini mariane a Benevento” – di Maurizio Cimino, docente di Storia dell’Arte – contiene l’analisi di ventidue opere d’arte che raffigurano la Vergine Maria, presenti nelle chiese beneventane. Il libro costituisce occasione per indagare le numerose, profonde sfaccettature della straordinaria figura sacra. Punto di partenza è la romanica porta di bronzo della Cattedrale, passando per l’età orsiniana, fino alle novecentesche vetrate di Giuseppe Antonello Leone, nel sacello della stessa cattedrale.
La prima iniziativa editoriale di Natan Edizioni nasce in collaborazione con l’Arcidiocesi di Benevento e con l’assessorato alla Cultura della Provincia di Benevento, con il contributo di Banca della Campania e con il patrocinio dell’Ente Provinciale per il Turismo di Benevento.
Il libro è corredato da trentadue riproduzioni delle icone, fotografate da Luigi Mastromarino, archeologo e fotografo d’arte.
Le immagini frontali, ma soprattutto i particolari delle immagini – di soprendente bellezza – sono state oggetto di mostra fotografica presso la Biblioteca Provinciale di Benevento, dal 19 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010.
Dalla Crocifissione di Cristo nella Porta di bronzo – in cui “gli scultori ricorrono all’iconografia orientale del Cristus triumphans, vincitore sulla morte”, con un particolare fotografico di Maria “che porta un lembo del mantello al volto, per asciugare le lacrime, e la destra appoggiata al braccio di Giovanni, come a cercare sostegno, conforto – alla singolare iconografia della Divina Pastora nella chiesa di Sant’Anna – opera ottocentesca di Giuseppe Salvetti, in cui “domina la figura di Cristo, dalla potente struttura anatomica, coronato di spine. Egli si erge sul bordo di una tinozza di legno colma di vino/sangue”, mentre “la Madonna Pastora, in piedi, abbigliata coi colori tradizionali, rosa e azzurro, presenta sul busto la pelliccia di pecora. Rivolta agli osservatori, con la mano destra si accinge ad immergere una pecora nella tinozza”, simbolo della salvezza donata dal Cristo.
Sorprendente la bellezza della Madonna di Loreto, scelta per la copertina del libro, visibile presso la Chiesa di San Domenico. L’affresco è frutto di “un’inaspettata sorpresa nel 1994. Rimuovendo per motivi di restauro la cinquecentesca pala della Madonna del Rosario, è emerso sotto una spessa scialbatura di calce un palinsesto pittorico di notevoli dimensioni. I lacerti superstiti dell’affresco più antico mostrano i danni diffusi, provocati dall’aggrappo dell’affresco posteriore che si è sovrapposto”.
Su un’unica parete, quindi, sono visibili una Madonna col bambino in stile bizantino-gotico, un secondo strato affrescato del XV secolo con la rappresentazione di San Giorgio e il drago, fino alle immagini di San Bartolomeo e della Madonna di Loreto, nello scomparto centrale. Epoche diverse per diversi stili, come in una sorta di successione temporale, con la particolarità della scalpellatura sul volto della Madonna, simbolo eloquente della nostalgia di bellezza.


